È questo il titolo dell’evento con cui LETS in collaborazione con Biblioteca civica Attilio Hortis parteciperanno a Festival Science in the City il prossimo 1° settembre dalle 18.00 alle 23.00 con tre conferenze e una lettura scenica che si terranno nell’auditorium del Museo Revoltella.

La serata introdurrà alla lettura di autori triestini accomunati dall’interesse per la scienza e dall’aver sperimentato in scrittura la propria curiosità intellettuale per la matematica, l’astronomia e la fisica.

 

Si inizia alle 18.00 con il poeta triestino di lingua slovena Srečko Kosovel e la sua opera Integrali raccontati da Marijan Rupert, archivista presso la Narodna in univerzitetna knjižnica di Lubiana.

Alle 19.15 ci collegheremo con Napoli dove l’Unione Astrofili Napoletani darà inizio alla conferenza-evento co-organizzata con Cristina Fenu, bibliotecaria della Biblioteca civica Attilio Hortis, per celebrare il 140esimo anniversario dall’avvistamento del Bacio nella Luna, la figura di due innamorati che si baciano disegnata dalle macchie visibili sulla faccia della Luna, scorta per la prima volta dal triestino Filippo Zamboni sul terrazzo di Capodimonte a Napoli la sera del 20 agosto 1880.

Zamboni (Trieste 1826 – Vienna 1910) patriota – risorgimentale prima, irredentista poi – fu scrittore, poeta, saggista e studioso di Dante, apprezzato da Carducci ma anche da Italo Svevo, che lo cita nella Coscienza proprio per la scoperta dell’immagine del bacio nel disco lunare.

Alla conferenza-evento intervengono Armando Lencioni e Paolo Palma dell’Unione Astrofili Napoletani con una rievocazione della scoperta in quel di Capodimonte; Claudia Colecchia, responsabile della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste, che illustrerà la biografia dello scrittore e si soffermerà su Zamboni selenomane, raccontando “Il bacio nella luna” attraverso la collezione fotografica della Fototeca. Cristina Fenu (Biblioteca Hortis) ci introdurrà infine alla lettura multisensoriale del Paradiso di Dante proposta da Zamboni tramite “binocolo scosso”.

 

Alle 21.00 sarà la volta di Riccardo Cepach, responsabile di Museo sveviano e Museo Joyce, che terrà una conversazione intitolata E=mc2- Emozione uguale memoria per tempo al quadrato. Il sospetto della relatività nella narrativa dell’ultimo Svevo.

Chiuderà la serata alle 21.30 una lettura scenica, anticipazione dello spettacolo teatrale C’era una volta a Princeton dedicato all’incontro che si ebbe nel 1935 presso la storica università americana fra Luigi Pirandello e Albert Einstein. Il testo, scritto da Lorenzo Acquaviva e Lino Marazzo, sarà interpretato dallo stesso Acquaviva e da Francesco Migliaccio.

L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti, in tutto 50, nel rispetto delle norme di distanziamento stabilite in materia di contenimento del contagio da Coronavirus.