Venerdì 16 agosto, alle 19.00, sulla terrazza del Museo Revoltella si respira tutta la poesia di Trieste, con il monologo “L’aria natìa” di Claudio Grisancich e la canzone d’autore di Toni Bruna presentati da Riccardo Cepach e Walter Chiereghin.

Sono tante le espressioni della letteratura a Trieste: Claudio Grisancich (1939) è tra i protagonisti della letteratura in dialetto, continuatore di una tradizione che ha visto figure straordinarie uscire dai confini locali, come Biagio Marin, che scriveva in “graisan” e che fu predecessore di Grisancich come impiegato delle Assicurazioni Generali, ma anche Virgilio Giotti e Anita Pittoni, che Grisancich conobbe personalmente, fino agli indimenticabili Carolus Cergoly e Manlio Malabotta.

Scrive Grisancich: “Con questo testo ho voluto comporre un omaggio rapsodico a una città che spesso è stato detto come non sia “una città come le altre: che è bella, diritta, luminosa ma che il dialogo è difficile, che non si sa cosa vogliamo noi triestini, tra vampate storiche e la quieta follia degli intervalli che le dividono; e, chissà, forse in fondo non vogliamo proprio niente, o almeno niente di eccezionale e quindi nemmeno lusinghe e complimenti”.

Di questo stesso strumento, il sonoro, duttile, emozionante “triestin” fa uso anche il cantautore Toni Bruna, secondo ospite della serata, uno dei protagonisti della new wave triestina, tra i quali ricordiamo anche Stefano Schiraldi e la Maxmaber Orchestra, solo per citarne alcuni.

L’evento è organizzato da Mimì & Cocotte in collaborazione con il Museo Sveviano a sostegno della candidatura di Trieste a Città creativa dell’Unesco.

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